L'autunno mi rende nostalgica e oggi, più di altri giorni, mi manca la scuola di Tellaro, mi mancano le voci dei bambini e delle bambine che scandivano la mia giornata (l'ingresso, la ricreazione, il dopo pranzo, l'uscita). Perchè la scuola è chiusa? La scuola a Tellaro c'è sempre stata! Alla maestra Eoa
Rainusso, che insegnò a Tellaro dal 1909 al 1952, è dedicato il belvedere, e la
scuola "G. Pascoli" ha accolto nel 1976 il tempo pieno del Comune di
Lerici fino al giorno in cui una frana ha isolato per due mesi il paese (22 dicembre
2010). La scuola c'è sempre stata ed è stata il cuore pulsante di questa
comunità. Una scuola che, insieme alla scuola sorella della Serra, ha
anticipato senza senza teorizzarli alcuni modelli pedagogici che oggi sono
al centro dell’attenzione di studiosi, genitori e servizi educativi: le scuole outdoor inventate in Svezia e diffuse in tutta l’Europa del nord (e sabato scorso al centro di un convegno a Bologna Outdoor education - l'educazione sicura all'aperto), della pedagogia esperienziale della natura e della scuola ecologica fondata in Italia da Zavalloni. Ma queste scuole hanno anche fatto pratica dei principi su cui si basa la sostenibilità e potremmo quindi anche chiamarle scuole della sostenibilità, a kilometro zero, della filiera corta, del buon governo. Oppure piccole scuole, di mare, di montagna o di città poco cambia.
Per noi oggi sono le scuole dei borghi, servizi
essenziali, presidi di cultura e civiltà, ponte tra le generazioni, dighe
contro lo spopolamento. Modelli di scuola, di educazione che riflettono scelte
culturali precise e che impongono scelte politiche altrettanto chiare.
Insomma la scuola di Tellaro, come quella della Serra,
con la loro storia parlano a noi di una scuola in grado di mettere a
sistema le risorse del territorio, le capacità umane e i diritti dei bambini e
delle bambine. Un modello di scuola che c’è nel nostro comune e che ha il
diritto di continuare a esistere perché è un’opportunità per tutti i bambini e
le bambine di questo paese e quindi del mondo perché i bambini ovunque nascano
sono cittadini del mondo.
(nella foto il cortile della scuola con gli ulivi, il melo, i pini e il melograno...)
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